non cogitat qui non experitur


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Blogger: Sulphur
E' bene che spieghi il banner: quella barca che il vento lunare farà navigare dall'Oceano che precipita nell'oscurità al "vuoto" dell'Universo, è metafora dello spirito che mi assiste.

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Luce del Mondo
se ho atteso
invano
un altro luogo
un altro tempo
un'altra dimora
perchè
rifiorissi
dal cuore stanco
e nelle Tenebre
ti ho cercata
avanzando
giorni muti
ora in pace
vengo a Te
finchè la Tua vita
mi appartiene
e dove abbracci
il corpo luminoso
aiutami.


Sulphur

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venerdì, 29 febbraio 2008
COME SARA'

Dietro un possibile risveglio
mille condanne, qualche ghiaccia parola,
un aroma di belladonna
in chiazze d'azzurro,
lontani passi
a scucire il passato,
una forma di grazia consunta
qui sulla vena di un giudizio
che albera il maestro.

 

Eccomi grato alla vita
di questa invalidità,
alzando gli occhi
un disegno inanimato,
una calma appassita,
entrambi sfuocati
sul lato divino.
In cresta al cuore
io cammino, dolcemente
cammino in perditempo
della mia voce d'albero
scorticata.

 

Non sento
che l'intimo silenzio
farmi ombra, quasi scialle
di colori, talvolta,
quando migro da questo mondo
in altro, numinoso,
per sonagli di fuoco
e volute d'amore.

 

Ora patisco
l'assenza di meta,
un sentiero perduto
o forse il velo, che mi soffoca
come fermento
macerati desideri.

 

La luna sta in ripresa
nel velcro dei capelli
tra stelle estreme
muta.

Ed io adoro
questo niente implume
di uovo ignoto.

Postato da: Sulphur a 09:19 | link | commenti (5)
poesia


giovedì, 28 febbraio 2008
INTRODUZIONE

AVATAR

Sulphur è il mio avatar, nascosto sotto il velo dela coscienza, un blocco di sale entro il quale un fuoco distruttore e rigenerante sublima. Una vita d'Inferno e Paradiso, di occluse stanze e di passaggi inavvertiti delle mani sulle chiavi dorate della vita. Questa immagine mi rappresenta totalmente, protetto da un mantello bianco marino che ho nel cuore: sottile rete di preziose conchiglie e manufatti incompiuti del fondo di me stesso.

PROLOGO

Come cominciare? Scrivere un diario? Una follia di pensieri? Una strada maestra percorsa o le mille deviate? Una ferita schiusa da poco o le mille piccole gioie che abbiamo tutti?
Questa notte non ci ho dormito, scrivere un blog.............un blog? Un rigurgito di un drago? Le idee, nella notte, sembrano di una chiarezza infinita, come le stelle, poi la sveglia le ha rimbalzate tutte sulle pareti insieme alle ombre. Diavolo! Che razza di vita ci tocca, soggiornando le cose consapevoli nell'oscurità. Mi sa che è proprio vero che abbiamo attraversato il fiume dell'Oblio........è che quando l'ho passato io il traghettatore ha perso pure i remi e sono rimasto in mezzo al fiume, insomma nè carne nè pesce.
Ecco, la cosa che mi fa piacere, qui, nel blog, posso non avere corpo, età, bellezza......almeno per quello che s'intende normalmente. Fuori competizione di certo..... dei tanti libri letti? Tutto dimenticato, o quasi!
Tutto da capo e ....oplà..... il sonnambulo ricomincia il suo viaggio onirico nella realtà. L'immagine d'intestazione è una astronave atterrata su terra bruciata. E' un mio collage (100x70) fatto con carte, olio, e plastica combusta con la fiamma a gas. Autobiografico per un perfetto entronauta. Ma viaggiare, quando? Dio mio.....è più facile "trattare la propria rabbia come fosse un bambino che piange, cullandola" (Thch Nhat Hanh). Caro blog, comincio a volerti bene, in fondo mi lasci scrivere quello che sento e "non dici mai niente, tu non dici mai niente". Non vi ricorda una vecchia canzone? Già! Le mattine sono il pegno del giorno e le sere il ricavo.....che c'entra? C'entra eccome....come allunghi i tuoi desideri è sempre in modo espansivo, come il sole nascente. E dove rimetti i doni è sempre nell'oscurità. Non è vero? Come la Luna irraggia la luce del Sole, quest'ultimo poi la espande. Proprio cosi:








Postato da: Sulphur a 07:52 | link | commenti (6)
arte