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E' bene che spieghi il banner: quella barca che il vento lunare farà navigare dall'Oceano che precipita nell'oscurità al "vuoto" dell'Universo, è metafora dello spirito che mi assiste.

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Luce del Mondo
se ho atteso
invano
un altro luogo
un altro tempo
un'altra dimora
perchè
rifiorissi
dal cuore stanco
e nelle Tenebre
ti ho cercata
avanzando
giorni muti
ora in pace
vengo a Te
finchè la Tua vita
mi appartiene
e dove abbracci
il corpo luminoso
aiutami.


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mercoledì, 30 aprile 2008
LUIGIA

Bellissima
nelle tue vene pure
chiare d'azzurro....
angelo delle mie sere.
La tua casa povera
nel viottolo verso San Maurizio,
la tua "Sacra Famiglia",
tu, tuo figlio, amico mio,
io, militare di leva......
la casa delle mie sere.

E ricordo
il profumo della mela cotta
che mi lasciavi sulla stufa.....
la tua luce che lacrimava
a sentire dalla vecchia radio
la commedia della sera
e quando, dall'enorme paltò di panno,
ritiravo per te cioccolato, biscotti,
del pane e qualche carezza.

E ricordo
il lume ad olio
della finestrella
dove i gatti s'andavano a pisolare
il tic tac di una "Veglia" dell'800
e poi Rocco, garzone tapezziere,
che parlava di boschi, piante,
di futuro....io dentro piangevo.

Piangevo questo paradiso
questo niente che mi dava tutto
piangevo l'assurdo mancare
della volontà, per non lasciare
in un manto di ferro
quei desideri repressi.

Luigia!
La tua casa, poi,
l'hai portato via con i tuoi ottant'anni
calcando l'impronta, per me, di un orizzonte oscuro.

Postato da: Sulphur a 18:12 | link | commenti (12)
poesia


martedì, 29 aprile 2008
FUOCO SERALE

Tu
che d'impeccabili accenti
nerbi l'anima prolissa
semplice fai la vita
e il nutrimento che m'assiste
avanti il movimento di fiamme
d'un tremolio quasi spento
che non si consuma
spandi.


Tu
che m'abbracci di rami vetrosi
rifletti il mio sangue
con ardenza ultraterrena
il compasso fisso tra le stelle
a tracciare infiniti solchi
dove la tua sorgente
mi precipiti implume......
raggelo d'essermi trovato sazio
nelle preghiere
quando ancora glauco
è fuoco immaturo dal cielo
ancora dolore.

Postato da: Sulphur a 14:46 | link | commenti (2)
poesia, spirito


lunedì, 28 aprile 2008
NOTTE

Questa notte
si addormentasse
infine il mondo nelle mani
dell'arcangelo!
E la mia oscurità tradita
manto a neve colare
dal soffitto nei pensieri.......
un sospiro ad occhi aperti
sulla tua bocca.


Questa notte
si addormentò
infine questo uomo
nelle mani del demone,
la mia luce tradita
in fuoco bruciava
dal soffitto nell'anima,
una lacrima cadde
e mi volsi ad Oriente
dove tu sorgevi.

Questa notte
un'aquila
rimanendo sospesa
nella valle infinita.

 

Postato da: Sulphur a 18:44 | link | commenti (6)
poesia, arte


domenica, 27 aprile 2008
LASSU'

Lassù
nel gelido inverno dell'astrale
un cavallo bianco
colorandoti l'ombra,
in groppa un cavaliere
cieco ai tuoi occhi,
veniva silenzioso
denaturando il cielo lasciato
per seguirti.
Amava il muro degli asteroidi
come l'appestato le grotte oscure,
amava saperti lontano ma felice
che al desiderio d'averti.
Toglieva dal suo petto
l'infinità dei battiti
di innamorato
ma sapeva trattenere le briglie
nel fuoco del Destino,
tracciare l'arcobaleno
umido degli occhi
allontanandolo come aurora boreale
davanti il tuo
affinchè ti ritornasse il dubbio
il dubbio che estingue la vita
che la dama cautamente ti nascose....
ora
l'inserto che arresta l'armonia delle sfere
il cavaliere ti portava come scettro.

-Verrà un tempo- si diceva
-lungo l'asse dell'eclittica
infine mi perderò
e tu non saprai mai
di me.-

Infatti lassù
un cavallo bianco arretra le ore
del suo cavaliere
la costellazione di luci
assente nel tuo emisfero
percorre l'inferno
serenamente.

E si dice, io testimone,
che l'alba fù sempre bianca
e corre come un canto di gallo
mentre lassù Venere
ancora rimane.

Postato da: Sulphur a 21:51 | link | commenti (1)
poesia


mercoledì, 23 aprile 2008
DANZE DELL'IO

Danze sacre segrete alla scuola di Gurdieff,
Fermare prima l'audio del blog dal player nella colonna a sinistra

Postato da: Sulphur a 14:40 | link | commenti (2)
spirito