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E' bene che spieghi il banner: quella barca che il vento lunare farà navigare dall'Oceano che precipita nell'oscurità al "vuoto" dell'Universo, è metafora dello spirito che mi assiste.

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Luce del Mondo
se ho atteso
invano
un altro luogo
un altro tempo
un'altra dimora
perchè
rifiorissi
dal cuore stanco
e nelle Tenebre
ti ho cercata
avanzando
giorni muti
ora in pace
vengo a Te
finchè la Tua vita
mi appartiene
e dove abbracci
il corpo luminoso
aiutami.


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venerdì, 06 giugno 2008
L'ANIMA E' FUOCO

protettore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distesa l'anima
le sue fronde
rete di gemme
a stringersi
ombra fertile
di nembi
d’acqua santa
occhio nel cuore
che vocifera:

 

-E’ questa sete
uno sguardo d’acque lontane
a cui spingersi in volo,
interiore pallida
realtà,
a rendermi perduta
in maglie del tempo.

 

Questo incavo nei baci
a flettersi come spigole
tra scogli
in gioco all’attesa.

Un sogno rifratto,
stille d’amore
soltanto,
mezze lune
calanti
al  popolo delle mie notti
che rami fondono
in  braccia conserte.

 

E’ questo impero,
destinazione improvvisa
di speranze,
l’arca dove salvarmi
al modularsi  della morte.

E’ questo silenzio ingordo
di notizie
a volermi richiamare
aquila  divina
a scogli più alti
della pazienza
e dell’obbedienza!-

 

Il Fuoco che nasconde
con sé  il mio Destino!

Postato da: Sulphur a 11:01 | link | commenti (6)
poesia, arte


TANTRA E PIANTO

anime nella caverna

Ascolto
che si scompone nei tuoi ritagli
indicando le mie dita
alle tue segrete d'illuminarmi
il divino sangue, l'Amore.


Ascolto
l'immorale gioia, agnostica,
delle tue carezze impossibili
sapersi chiudere e flettersi
nel respiro
un giorno pronto a volare via.

 

E scende l’Assoluto
con le sue mani dorate:
lo sguardo che il giorno
ha della notte
poi di nuovo a tramontare,
appresso, un cesto
di cose da fare quando saremo lontani.

 

E scende la Pace
con il suo bianco volare dal cuore,
fragile nido
sotto il tetto dell’Eterno sorriso,
nel collo del cielo
in pianto.

 

Postato da: Sulphur a 10:56 | link | commenti (2)
poesia, arte


giovedì, 15 maggio 2008
LETTERA APERTA ALLO SPIRITO


Amato occulto Spirito,
gli uomini si premiano da sè
e si confermano ai Poteri
copiandosi rivoli d'esperienze
e dichiarandole.

No! Tu non m'insegni questo!
La verità soggettiva informale
nulla ha a che vedere con la comunicazione.
Il tuo mondo è pieno di santi, precettori, fanatici
insegnanti, adepti
che cavalcano il tuo nome, talora in età giovanile,
piccoli manager dello spirito.

La Tradizione, è sacra,
meritevole al solo ultimo declino
dell'immaginario dei desideri possibili su questa Terra...........
la tua vera Pietra Filosofale
maledizione eterna per l'uomo comune,
sai convincerci, nella tua saggezza, inesistente.

Ho vissuto e vivo nell'eterno errore
di un Io che fagocita incessamente l'anima
qual'ora s'involi nascostamente dalla prigione
e so il dolore che ritorna, infernale,
i brividI gelidI della sua tortura.

E non conosco parole della Tua presenza inconsueta
allo scoramento seguente ogni mia attitudine
volenterosa, ancor non "sufficientemente rettificata", di amore.

Ho deciso, amato occulto Spirito,
non dovermi mai più giustificare
e Tu non voglia perseguitarmi
nel Labirinto in cui ai posto noi uomini,
a ritrovarci, se non dopo una lunga "catarsi".


Tu m'insegni
la dignità dell'Acqua non temere ogni "salto mortale" : sarà un meraviglioso arcobaleno,
la dignità  del Fuoco a "covare" nella misera cenere: sarà fiamma viva e possente,
la dignità dell'Aria "chiusa" negli olii dei Regni: sarà profumo intensissimo d'essenze
e le dignità della Terra  " assenza di luce" nelle miniere: infine cristallo-metallo di pura lucentezza.


No! Gli uomini si nutrono da sé:
Il tuo cibo è maledettamente inquinato.
E sento quel sapore marcio farsi malattia
e il mio limitato coraggio (è certo
che solo di me posso parlare).

Ognuno si cerca un animale amico, affiliato e affiatato all'anima,
l'importanza di un nome, una etichetta, un sodalizio
dopo alquanto brevi "abluzioni" o "rituali" nella Materia
mentre è solo la Paura che si rivolge sotto mille forme
all'uomo, la Paura che evoca una Solitudine inimmaginabile
che può dare la Morte, fino a prova contraria.
La Morte che rabbrividisce solo l'Ego, la personalità..............
ecco..........................
Tu soppesi le manifestazioni dell'Ego senza dichiararlo mai,
questa Religione, vera Scala dei Saggi,
spietatamente appesantisci d'ogni presenza,
demoniaca od angelica che sia,
fai infine d'oro assolutamente innocuo
in questa Realtà dimensionale.......
l'empio è gratificato dal ruolo di non riconosciute piccole falsità.

Amato occulto Spirito
vano è il parlare, vano lo scrivere,
vana ogni manifestazione che non sia Silenzio,
perdonami!
Le valli sono piene d'echi e sommerso,
il Tuo piccolo gioco d'esistere, dalla precarietà
dei rari slanci d'amore, si converte
in un gioco al massacro.

Sono stanco
di questo parlare di Morte
e di questo parlare di Vita........
non voglio che mi appartengano simili falsità.........
Tu, puoi aiutarmi a riconoscere, a riconoscermi?

 

 


Postato da: Sulphur a 16:48 | link | commenti (2)
arte, spirito


mercoledì, 14 maggio 2008
NEL MIO CASTELLO APERTO

Ecco
mie recise radici:
un fiore di carne
linfa ancora prossima
agli sguardi amati
e ventaglio di petali
senza punto soffrire.


La mia casa:
gittata di sogni
nel silenzio d'onde
e nulla avere
che porre mani solitarie
aquiloni sul cuscino.......

abbandonate opere
d’amore
nell’Innocenza dell’Immenso
a conoscere.


Il mio giorno
dalle mille porte
dove entra e se ne esce
l'Universo.

Postato da: Sulphur a 20:09 | link | commenti (4)
poesia, arte


lunedì, 12 maggio 2008
LA COLLANA DEI GIORNI

Non prima
che il dolce tuo nettare
mi sia già gambi di viole
e passato in canti del bosco,
quando non bastasse questa magia
a stemperarne i sogni,
per amarci
sarà l'aurora a darci spazio
tra i suoi colori.


O amore
amore mio
sono abbracci profondi come l'abisso
ai tuoi baci preziosi
i miei per il cielo passano
e accendono la mia stella
per te che tornerai
fertilità
del mio destino.


Così mi scorre
il giorno
dirimpetto la tua luce
non piango l'occluso diaframma
riprendo la vita
e nell'oscuro destino
non piango l'averti lasciata
riprendo il dolore.

 

Postato da: Sulphur a 20:50 | link | commenti (6)
poesia, arte