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E' bene che spieghi il banner: quella barca che il vento lunare farà navigare dall'Oceano che precipita nell'oscurità al "vuoto" dell'Universo, è metafora dello spirito che mi assiste.

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Luce del Mondo
se ho atteso
invano
un altro luogo
un altro tempo
un'altra dimora
perchè
rifiorissi
dal cuore stanco
e nelle Tenebre
ti ho cercata
avanzando
giorni muti
ora in pace
vengo a Te
finchè la Tua vita
mi appartiene
e dove abbracci
il corpo luminoso
aiutami.


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lunedì, 01 settembre 2008
PER TE

Tu che abiti
il lontanto dei visi
lasciami indovinare
con che
di benevolo mi feristi
l'agreste del mondo
che mi disserra.
Lasciami intendere
perchè ti seguisse
onda corrusca
l'estinto segreto del cuore.

 

Tu che abiti
nella sera
che mi dispera
con che
feci il parlato d'amore
pergola di braci
ognora, ohimè,
scaltro forense nauta.

 

Lasciami credere
l'averti in questa forra
con che
di compassionevole mi proteggi
la creativa luce
e custode
a servirti.

Postato da: Sulphur a 13:57 | link | commenti (10)
spirito


martedì, 26 agosto 2008
L'ALBERO SACRO

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Dalle mani
l'ombra del meriggio
che ti appartiene
lastricato a vene
si disperde.
Quali mani incongiunte
al tronco immenso
il viso stringersi
anch'esso delicatamente
sulla scorza resinosa
ho abbandonato!

 

Sussurrando
racchiuse parole segrete
e sangue d'offerta
il mio refluire
compatto denso
dal roveto di more
a chiuderne il rito.

 

Oh! Mio greto amico
da cui m'involo!
Iersera
appresso un torrente di luce
frangermi ai tuoi piedi
disilluso cantando
un sogno mucido
rinverdivo
succinta spiga
a trapunta nell'umanità
trascendevo.

Postato da: Sulphur a 14:16 | link | commenti (6)
spirito


lunedì, 25 agosto 2008
SINCERITA'


Ho covato rondini
nel cielo delle meditazioni
l'estro di voli
felici
e corteggiato
ai piedi del fogliame
l'involucro dell'esicasta.

 

Tuttavia, inalberato,
un rampicante di preghiere
gravato ardore
a perdersi
ho lasciato m'invadesse l'anima
che il demone ne gioisse
nel diedro a semi-spazio
dell'immagini predilette.

 

Oh! Quale sbaglio!
Che la sera avanzasse
impune e con livore, sottecchi,
recapitando il cuore
altrove.

Postato da: Sulphur a 13:57 | link | commenti (7)
spirito


giovedì, 26 giugno 2008
DALL'ASCOLTO DI TI ELIZ IZA- DAO DEZI

Premessa:
Questo brano è stato scritto sotto l'influsso della musica annessa. Si prega quindi, per una completa percezione, disabilitare prima il sottofondo musicale del blog, far partire il video e a seguire la lettura del testo. Grazie.





Il mondo....il mondo che non ho vissuto, il mondo che ho sperato, il mondo che ho tolto dai miei occhi e ripreso nell'oscurità dei giorni.
Un mondo infinito a meraviglie percorso di energie e scheletri.
Laggiù nell'umanità tradita ho visto la nascita della mia sofferenza, laggiù negli abissi della solitudine riparando dietro un debole fuoco la paura dell'esistere condannato.
E lassù, più del pensiero, indicarmi una luce per camminare comunque....assurdamente.

Nella leggenda ho potuto crederci: sognare dimensioni infinite oltre lo spazio-tempo a perdersi.
Il mondo.....il mondo della parola, silenzi a procedere, chinati sotto i bassi portici della mente, infine a rivoli e nausea, nel sostare del respiro quieto.

Il romanticismo è polvere, anima cara, è l'incavo del cuore dove non scorre il sangue vero della vita......spiace dirlo, ma ho bisogno di realtà. Noi, si sappia, voliamo di considerazioni, di apostrofi a titolo appena c'incontriamo....vogliamo!
Quel "Nulla" di cui parlo avidamente, insignificatamente creduto e disgregante da mistico ritiro sedotto ci apparenta fuori dalla "normalità".
Il mondo......il mondo si è detto pianeta e conquista, inforcato covone di paglia che brucia, dannatamente brucia, alle sorgenti. S'intasca la Natura feconda i suoi semi, il manto a decimarsi: non faremo di questa la nostra morte!

Le prime soste furono di stupore, furono a speranza i sorrisi diletti ed indirettamente colti nacquero di colori ed aromi metabolizzati nel respiro. Ecco il mondo......il mondo che ho vissuto: non ha ferrovie e navi, nè aereoplani......senza destino.  Insieme abbiamo perso l'intimità e la preghiera si dannò, evocando a spirito l'immagine di una incoerenza ancora. Io ho predetto farmi sereno, di una serenità inominabile, assente, scavalcando il mio nome, l'intera sostanza come diseredata al mondo partecipare.
E di trovarmi non tarderò a dimenticarmene, senza volontà marziale, nell'auspicio di una condotta sincera al mondo consegnato nuovamente.
E sapremo di nuove stelle, di nuove creature, di nuovi percorsi......rivelato Amore a convincerci. Conosceremo l'unguento dell'invisibilità che lo spirito si di-mette, lo scovolo delle lacrime che i pensieri producono affinchè si liberino dalla compassione.

Il mondo.......l'infinito ritaglio delle sculture vive, s'imbianca a memoria, fossilizzate esperienze si conducono a morte nella bellezza: il mondo conosciuto.

E la mente è una forma di gratificazione velenosa!

Il mondo, anima cara, ha un bacio per casa (la fusione in luce di aspetti concreti, divini finchè sconosciuti) che riceveremo il giorno in cui saremo impronunciabili meteore d'energia oscura.
Non trovandomi dialettica e suture nei sogni, separate percezioni a condividere, io stanco mi rigenero insieme come l'appassire e il rifiorire sul davanzale dello sguardo inquieto.

Il mondo, il mondo pagato a rate dal mio conto spirituale e che vivo, non esiste, dominio sempre della mente, si produce e pretende. Da qui la malinconia. Spirito senza divisione che la materia vorrebbe separarsene e viceversa nel gioco della vita. Inseparabile unità e testimonianza universale.

Postato da: Sulphur a 09:20 | link | commenti (4)
spirito


giovedì, 15 maggio 2008
LETTERA APERTA ALLO SPIRITO


Amato occulto Spirito,
gli uomini si premiano da sè
e si confermano ai Poteri
copiandosi rivoli d'esperienze
e dichiarandole.

No! Tu non m'insegni questo!
La verità soggettiva informale
nulla ha a che vedere con la comunicazione.
Il tuo mondo è pieno di santi, precettori, fanatici
insegnanti, adepti
che cavalcano il tuo nome, talora in età giovanile,
piccoli manager dello spirito.

La Tradizione, è sacra,
meritevole al solo ultimo declino
dell'immaginario dei desideri possibili su questa Terra...........
la tua vera Pietra Filosofale
maledizione eterna per l'uomo comune,
sai convincerci, nella tua saggezza, inesistente.

Ho vissuto e vivo nell'eterno errore
di un Io che fagocita incessamente l'anima
qual'ora s'involi nascostamente dalla prigione
e so il dolore che ritorna, infernale,
i brividI gelidI della sua tortura.

E non conosco parole della Tua presenza inconsueta
allo scoramento seguente ogni mia attitudine
volenterosa, ancor non "sufficientemente rettificata", di amore.

Ho deciso, amato occulto Spirito,
non dovermi mai più giustificare
e Tu non voglia perseguitarmi
nel Labirinto in cui ai posto noi uomini,
a ritrovarci, se non dopo una lunga "catarsi".


Tu m'insegni
la dignità dell'Acqua non temere ogni "salto mortale" : sarà un meraviglioso arcobaleno,
la dignità  del Fuoco a "covare" nella misera cenere: sarà fiamma viva e possente,
la dignità dell'Aria "chiusa" negli olii dei Regni: sarà profumo intensissimo d'essenze
e le dignità della Terra  " assenza di luce" nelle miniere: infine cristallo-metallo di pura lucentezza.


No! Gli uomini si nutrono da sé:
Il tuo cibo è maledettamente inquinato.
E sento quel sapore marcio farsi malattia
e il mio limitato coraggio (è certo
che solo di me posso parlare).

Ognuno si cerca un animale amico, affiliato e affiatato all'anima,
l'importanza di un nome, una etichetta, un sodalizio
dopo alquanto brevi "abluzioni" o "rituali" nella Materia
mentre è solo la Paura che si rivolge sotto mille forme
all'uomo, la Paura che evoca una Solitudine inimmaginabile
che può dare la Morte, fino a prova contraria.
La Morte che rabbrividisce solo l'Ego, la personalità..............
ecco..........................
Tu soppesi le manifestazioni dell'Ego senza dichiararlo mai,
questa Religione, vera Scala dei Saggi,
spietatamente appesantisci d'ogni presenza,
demoniaca od angelica che sia,
fai infine d'oro assolutamente innocuo
in questa Realtà dimensionale.......
l'empio è gratificato dal ruolo di non riconosciute piccole falsità.

Amato occulto Spirito
vano è il parlare, vano lo scrivere,
vana ogni manifestazione che non sia Silenzio,
perdonami!
Le valli sono piene d'echi e sommerso,
il Tuo piccolo gioco d'esistere, dalla precarietà
dei rari slanci d'amore, si converte
in un gioco al massacro.

Sono stanco
di questo parlare di Morte
e di questo parlare di Vita........
non voglio che mi appartengano simili falsità.........
Tu, puoi aiutarmi a riconoscere, a riconoscermi?

 

 


Postato da: Sulphur a 16:48 | link | commenti (2)
arte, spirito